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I due millenari cippi romani nella piazza di Saturnia, paese famoso nel mondo per le sue acque termali, non segnano soltanto la soglia di un ristorante, ma anche e soprattutto un ideale confine: dopo di essi si penetra nella storia della gastronomia in Maremma.

I Due Cippi da Michele è stato infatti il primo locale, già a metà degli anni 70, a proporre la cucina di qualità nella terra dei butteri.

Una cucina che, sin dapprincipio, ha saputo coniugare le esperienze del patron Michele Aniello, allievo della migliore scuola romana, con la tradizione locale insita nel patrimonio genetico e nelle mani della consorte Bianca. I piatti maremmani tipici, dunque, dal cinghiale all’acquacotta, hanno qui trovato una reinterpretazione originale e succosissima, capace di soddisfare, allora come oggi, i gourmet più esigenti quanto i cultori del sapore “doc”.

Il tutto in un ambiente ampio (settanta posti a sedere) ma straordinariamente intimo e elegante, accogliente, ricavato nello storico palazzetto del 1500 che fu dei marchesi Ximenes, signori del luogo,e restaurato con cura conservativa in ogni dettaglio, dalle travi a vista alla volta in mattoncini, fino ai caldi caminetti che d’inverno s’accendono a coccolare gli ospiti ed a cuocere carni di alta qualità

Molti sono i piatti e le specialità che hanno reso e rendono celebre il ristorante I Due Cippi: dal maialino al forno, autentico “cult” del locale, al filetto alle mele, dai ravioli di ricotta e pere alla guancia di vitella al morellino fino al piccione alla brace o l’acquacotta.

Un menù ricchissimo, eppure sempre “di giornata”, da impreziosire con l’altrettanto ricca e gigantesca carta dei vini, selezionati da Alessandro e Lorenzo, figli di Michele e Bianca, che adesso hanno preso le redini del ristorante, continuando sulla strada della qualità ormai intrapresa nel lontano 1976.